ALLA SCOPERTA DELLA REGGIA

Lo scalone d’onore della Reggia di Caserta: maestosità vanvitelliana

scalone d’onore

Appena entrati all’interno della Reggia di Caserta subito ci si rende conto della maestosità dell’opera vanvitelliana. Immense colonne di marmo si fanno strada fino all’ingresso del parco, mentre ai lati i vari cortili interni permettono di ammirare il cuore del palazzo. Nulla è stato lasciato al caso o realizzato con superficialità. Ogni dettaglio doveva essere una chiara testimonianza del dominio borbonico. E tra le opere che più colpiscono i visitatori c’è l’immenso scalone d’onore.

Tra marmo e leoni

Lo scalone d’onore è forse una delle opere più felici del Vanvitelli nella Reggia di Caserta. La prima sezione è una gradinata ricavata da un unico blocco di marmo. Ai lati primeggiano due sculture che ritraggono dei leoni. Essi simboleggiano la forza della ragione e delle armi, e vennero realizzati da Paolo Persico e Tommaso Solari. Successivamente lo scalone si divide in due blocchi che conducono all’ingresso delle stanze. Molto affascinanti le tre statue che dominano la scena. Queste trasmettono un preciso messaggio voluto dallo stesso Vanvitelli e portano la firma di Solari, Andrea Violani e Gaetano Salomone.
L’intera opera è considerata un mix perfetto tra classicismo e tardo barocco, mentre il sistema di finestre consente di avere lo scalone ben illuminato gran parte della giornata.

Scalone d'onore

Foto di Nicola Tranquillo

Le tre statue dello scalone d’onore

«Tra molti soggetti che possono adattare a questo progetto, questi tre sono stati scelti perché sembravano più adatti. Due sono i soliti motivi per cui di solito i sudditi chiedono udienza al re: uno è per chiedere protezione, l’altro è per pretendere incarichi. Ma siccome tra quelli che vanno a lamentarsi a volte ci sono anche i calunniatori, come coloro che hanno pretese sfacciate, così per tenerli lontani dalle orecchie del Principe, fin dall’inizio della scala essi sono avvisati di non venire a diffamare nessuno, né che venga a pretendere qualcosa se lui stesso non ha alcun merito, perché la Maestà del Re, giusta giudice del vero, e del merito, non si lascerà incantare da loro.»

Scalone d'onore

Foto di Nicola Tranquillo

Con queste parole Vanvitelli introduce le tre statue dello scalone d’onore della Reggia. Non si tratta di opere messe lì a caso, ma di una sorta di avviso per chi si recava al cospetto del re. Quella a sinistra, realizzata da Andrea Violani, raffigura Il Merito. Simboleggia appunto il valore delle proprie azioni, perché «più grande è il merito, maggiore sarà la ricompensa». Al centro c’è La Maestà Regia, firmata Tommaso Solari. Il tempo del re era prezioso e «prima di avvicinarti a sua Maestà, rifletti su cosa vieni a pretendere». A destra, invece, domina La Verità, scolpita da Gaetano Salomone. Qui il messaggio era chiaro: «venga avanti la verità, si omettano i peccati veniali, si allontani il falso».

Si ringrazia www.reggiadicasertaunofficial.it per le informazioni in merito

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Lo scalone d’onore della Reggia di Caserta: maestosità vanvitelliana ultima modifica: 2017-09-28T15:18:58+00:00 da Gabriele Roberti

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