CHIESE

Un esperimento stilistico senza precedenti: chiesa di Santa Maria delle Grazie

Santa Maria Delle Grazie A Vaccheria

Nel cuore del quartiere borbonico della Vaccheria, si erge la caratteristica chiesa di Santa Maria delle Grazie. Le linee gotiche degli esterni, mescolate al classicismo barocco degli interni, ne fanno un significativo e pionieristico esempio di arte eclettica napoletana.

Un luogo di culto per la comunità di Vaccheria

Il quartiere Vaccheria nacque nel 1773 per volere di Ferdinando IV e prese il nome dagli allevamenti dei bovini provenienti dalla Sardegna. Si sviluppo ai piedi del Casino Reale e vide la presenza anche delle canetterie, che ospitavano i fedeli compagni di caccia del sovrano. Il Casino Reale, ora detto Casino Vecchio, era nient’altro che una masseria di campagna su tre livelli a pianta rettangolare. Al suo interno era presente una piccola cappella dedicata a San Leucio, che fino alla fine del Settecento fu l’unico luogo di culto accessibile alla comunità. Con la crescita del quartiere si fece necessaria la costruzione di una vera e propria chiesa capace di ospitare l’intera popolazione. Appena rientrato dall’esilio in Sicilia, infatti, commissionò a Francesco Collecini, discepolo di Luigi Vanvitelli, la realizzazione della chiesa di Santa Maria delle Grazie. La scelta dell’architetto del complesso, che il re volle realizzare anche in seguito a un voto fatto alla Madonna delle Grazie a Palermo, fu una sorta di risarcimento a Collecini, che alla morte di Luigi Vanvitelli fu privato della carica di Direttore generale della costruzione della Reggia, affidata al più giovane Carlo Vanvitelli.

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La facciata della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Vaccheria

Un insolito compromesso tra gotico e barocco

La novità sensazionale della costruzione, inaugurata nel 1805 e ultimata da Patturelli (succeduto al defunto Collecini), è senz’altro nella facciata. Lo stile neogotico è una scelta pressoché senza precedenti per il periodo. Il ritorno allo stile medievale, infatti, sarà un tema che si svilupperà in maniera significativa in Italia intorno alla metà dell’Ottocento. Nel territorio del regno il barocco aveva investito la gran parte delle costruzioni ecclesiastiche e nei rifacimenti delle stesse, come accadde al duomo di Casertavecchia nel Seicento. Nel caso della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Vaccheria, la scelta neogotica fu di gusto (influenzato dal contesto ancora medievale), ma non di stile vero e proprio, vista la forte presenza di elementi barocchi.

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La piazza di Vaccheria

Le due torri campanarie simmetriche caratterizzano il prospetto, realizzato in travertino, piperno e tufo. La parte inferiore della facciata è caratterizzata dal portale di ingresso, sovrastato da un imponente arco acuto e dai due grandi finestroni sui due lati. Sui due ordini sono presenti otto nicchie che accolgono sette statue di santi realizzati da artisti di scuola napoletana. In grande contrasto con l’esterno, l’interno, costituito da un ambiente unico che si sviluppa quasi come una croce greca per via delle due cappelle laterali, è ricco di stucchi tardobarocchi. La cupola è decorata da un elegante cassettonato a motivi floreali. Negli angoli, invece, sono presenti quattro altorilievi di angeli che rappresentano la Giustizia, la Fortezza, la Prudenza e la Temperanza. Sovrasta l’altare maggiore la pala di Pietro Saja, che raffigura La veduta della colonia di S. Leucio con il Belvedere e i quartieri operai (1805). Il pavimento in marmo policromo, la statua lignea della Madonna delle Grazie e il ciborio realizzato da Patturelli completano l’elegante arredamento del complesso.

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Una foto del Presepe Vivente di Vaccheria

Un luogo dove mantenere vive le tradizioni

Il territorio di Vaccheria mantiene vivo il rapporto con le tradizioni e con la storia, visibile nelle antiche costruzioni che circondano la chiesa. La piazza antistante il complesso religioso ospita varie manifestazioni lungo tutto l’anno. Proprio in questi giorni, infatti, si celebra la festa della Madonna delle Grazie, con la presenza di spettacoli in costume e stand eno-gastronomici. Ma la tradizione più importante è quella legata al Presepe Vivente, che si svolge ogni anno durante le festività natalizie rappresentando un’attrattiva di grande interesse per i visitatori e la comunità.

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La piazza di Vaccheria durante l’evento Mozzarelliamo 2018

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

Un esperimento stilistico senza precedenti: chiesa di Santa Maria delle Grazie ultima modifica: 2018-07-27T12:46:25+00:00 da Luigi Bove

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