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Mozart: in viaggio per Napoli passando per Capua e Sessa Aurunca

Mozart

Proverbiale è la superstizione dei napoletani. Il Conservatorio della Pietà dei Turchini, tra il XVII e il XVIII secolo, era il fulcro della scuola musicale napoletana. Qui si stava esibendo un giovanissimo quanto eccellente musicista. In occasione di quel concerto, vittima della suddetta superstizione, il pubblico borbottava, convinto che il talento del giovane risiedesse in un anello che egli portava alla mano sinistra. Il ragazzo, capito l’equivoco, si sfilò l’anello poggiandolo sulla tastiera, e continuò a suonare con la stessa maestria. Niente di particolarmente sorprendente, se non fosse per il fatto che il giovane musicista era Wolfgang Amadeus Mozart.

I tre viaggi di Mozart in Italia

Mozart infatti, attratto dalle infinite possibilità che l’Italia rappresentava, sia per numero di artisti che per probabili ingaggi, compì tre viaggi nel nostro Paese. Di questi gli ultimi due si concentrarono in particolar modo a Milano.
Il primo viaggio invece, risalente al 1769, vide il compositore scendere, in compagnia del padre, da Milano verso altre città, come Bologna e Roma, per poi arrivare a Napoli nel maggio del 1770. Una volta a Napoli il giovanissimo compositore approfittò per visitare Pozzuoli, Baia, Pompei, Ercolano e Caserta. Non deve stupire quindi che Mozart parlasse correntemente l’italiano e che, su 22 opere, 14 avevano il libretto redatto nella nostra lingua (cosa molto in voga all’epoca).

Il cardinale romano Pallavicini riuscì a far presentare i Mozart padre e figlio al ministro e consigliere del re, Bernardo Tanucci. Nonostante le influenti amicizie il giovane Amadeus venne ignorato dalla città. Non ricevette ingaggi per nessun teatro e l’allora diciottenne re Ferdinando IV di Borbone lo ricevette solo per una breve visita di cortesia presso la reggia di Portici.

Famiglia di Ferdinando IV

Angelika Kauffmann, Ritratto della famiglia di Ferdinando IV, 1783, olio su tela, Museo nazionale di Capodimonte

Tuttavia Napoli era allora la capitale della musica, brulicante di artisti e innovatori. Ciò che infatti Mozart voleva fare più di ogni cosa, durante quel soggiorno, era imparare. Ebbe in effetti modo di confrontarsi con diversi artisti campani dell’epoca. Fra i tanti Giovanni Paisiello fu il più apprezzato dal giovane genio. Rimase così colpito dal suo Barbiere di Siviglia che volle metterlo in musica con Le Nozze di Figaro. Il giovane Mozart nutriva una tale ammirazione nei confronti della città partenopea che avrebbe scritto: «Quando avrò composto un’opera per Napoli mi si ricercherà ovunque: con un’opera a Napoli ci si fa più onore e credito che non dando cento concerti in Germania.»

Le soste a Capua e Sessa Aurunca

Nel viaggio da Roma a Napoli padre e figlio sostarono a Sessa Aurunca e a Capua. Scrive infatti Leopold – Mozart padre – alla moglie in una lettera del 19 maggio 1770:
«Avrai ricevuto puntualmente la mia ultima del 2 maggio da Roma. Mi dispiace di [averti] dovuto lasciare così a lungo senza lettere, e di certo questo vi avrà fatto stare non poco in pensiero. Partimmo da Roma l`8 di maggio, in compagnia di altre tre Sedie, ossia carrozze a 2 posti, alle 10 di mattina, all`1 ci fermammo per un pranzo leggero a Marino, nel monastero degli Agostiniani, e l`11 notte a Sessa, sempre in un monastero agostiniano, dove fummo ben ospitati per la notte, il 12 a mezzogiorno giungemmo dai PP. Agostiniani a Capua, pensando di essere a Napoli la sera.

Convitto Nifo

Convitto Nazionale Agostino Nifo, Sessa Aurunca

Ma accadde che proprio la domenica successiva, ossia il 13, doveva aver luogo la vestizione di una dama, nello stesso monastero in cui uno dei miei compagni di viaggio, P. Segarelli, era stato confessore alcuni anni or sono. Egli avrebbe quindi dovuto assistere alla vestizione, e propose anche noi di fermarci là; vedemmo dunque questa vestizione, che fu assai sfarzosa, e in occasione della quale, il 12 sera, arrivarono anche un maestro di cappella con 3 o 4 carrozze di virtuosi, i quali diedero inizio alla cerimonia con sinfonie e un Salve Regina».

La documentazione del viaggio

Il soggiorno napoletano è infatti documentato soprattutto da alcune lettere che i due viaggiatori scrissero alla madre (e moglie) Anna Maria e alla sorella di Amadeus, Marie Anne, che lui chiamava Nannerl.
Il convento di Sant’Agostino di Sessa Aurunca che ospitò i Mozart è l’attuale sede del Convitto Nazionale Agostino Nifo. Esso comprende il liceo classico e quello musicale. Il complesso della Maddalena fu invece il luogo della sosta del giovane Mozart a Capua. Esso comprende la Chiesa di Maria Maddalena e la caserma Generale Carlo Mezzacapo, convento degli Agostiniani fino al 1812.

Concerto in casa di Kenneth Mackenzie

Pietro Fabris – Concerto in casa di Kenneth Mackenzie, Lord Fortrose, Napoli 1770

Troviamo testimonianza della presenza del Maestro a Napoli anche in un quadro di Pietro Fabris. Il pittore napoletano realizzò per Lord Hamilton numerose illustrazioni destinate ad un trattato sui vulcani del Regno delle Due Sicilie. Mozart è ritratto nel dipinto dal titolo Concerto in casa di Kenneth MacKenzie, Lord Fortrose. Esso si trova attualmente presso la Scottish National Portrait Gallery di Edimburgo. Nella suddetta opera Wolfgang è rappresentato al clavicembalo, Leopold alla spinetta ottavina triangolare, Lord Fortrose in piedi sullo sfondo, il violinista Pugnani a destra e Lord Hamilton a sinistra, anch’egli al violino.

Il 27 giugno 1770 Mozart lasciò Napoli. Il compositore non tornó mai più nel capoluogo partenopeo, ma qualche anno dopo scrisse:
«Sono passati diciassette anni da quando andai in Italia.
Chi, avendola vista una volta, non la ricorda per tutta la vita,
specialmente Napoli?»

Mariarosaria Clemente

Autore: Mariarosaria Clemente

La mia passione è raccontare storie. Ho iniziato a scrivere da piccolissima, poco dopo è nato il mio amore per il cinema ed ho ricevuto la prima macchina fotografica. Parole e immagini, coltivo tutto ciò che mi aiuta a costruire mondi

Mozart: in viaggio per Napoli passando per Capua e Sessa Aurunca ultima modifica: 2017-06-19T15:52:16+00:00 da Mariarosaria Clemente

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