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Lete: perdere la memoria è facile come bere un bicchier d’acqua

Lete

The eternal sunshine of the spotless mind, Se mi lasci ti cancello, recitava il titolo di un famoso film. Lungo la trama si dipanavano gioie e dolori di una storia d’amore, analizzando l’ipotesi di un trattamento per la cancellazione della memoria, un tortuoso procedimento per eliminare i ricordi e smettere di soffrire. A quanto pare, molto più semplicemente, basterebbe bere un bicchiere d’acqua del fiume Lete per ottenere lo stesso risultato.

Virgilio e gli altri: il Lete nella letteratura e nella mitologia

Questo fiume, che nasce ad un’altezza di 1028 metri slm a Campo delle Secine, nel comune di Letino, è infatti legato a numerosi miti che attribuiscono alle sue acque il potere di cancellare la memoria di chi le beve. Lete, dal greco λανθάνω (lanthano), significa infatti essere nascosto, dimenticare, ed è il fiume dell’oblio della mitologia greca e romana. Esso appare inoltre nel Faust goethiano e in diversi scritti di Baudelaire.

Lete

Dante y Beatriz a orillas del Leteo, Cristóbal Rojas, olio su tela

Dante Alighieri ha chiamato Lete anche il fiume in cui si lavano le anime per dimenticare le loro colpe terrene prima di ascendere in Paradiso, immaginando che esso finisse all’Inferno, quasi a voler riportare le colpe lavate ove meritano di essere. Gli Orfici al contrario ritenevano che il fiume Lete fosse quello in cui le anime non dovessero bere né bagnarsi, proprio per non dimenticare il passato, arrivando, col tempo, a diventare più sagge. Anche Platone definisce Lete (o Amelete) il fiume dell’oblio del mito di Er, narrato nel libro X de La Repubblica.

Ma il fiume Lete più famoso della letteratura è certamente quello virgiliano del VI libro dell’Eneide: «Le anime che per fato devono cercare un altro corpo, bevono sicure acque e lunghe dimenticanze sull’onda del fiume Lete» (En., VI 714-715). Anche in questo caso il fiume è l’abbeveratoio delle anime che devono dimenticare prima di reincarnarsi nel tentativo di purificarsi.

Il corso del fiume

Il fiume Lete affluisce nel Volturno presso Ailano, dopo aver attraversato per circa 20 Km i comuni di Letino, Prata Sannita e Pratella. Agli inizi del 1907 la Società Meridionale di Elettricità fece costruire una diga di sbarramento del fiume per alimentare la Centrale Idroelettrica di Prata Sannita. Prima che venisse costruita la diga il fiume scendeva nel profondo inghiottitoio del Caùto per poi riaffiorare nella valle di Prata Sannita, nei pressi del castello medioevale dei Pandone.

Lete

Borgo medievale di Prata Sannita

Oggi il fiume scorre al di sotto del livello del mare per circa 500 m, formando le grotte carsiche di Caùto, un complesso di cavità naturali costituito da un ramo ancora percorso dall’acqua e da un altro in cui il fiume non scorre più e che è visitabile.
Negli anni sessanta un ulteriore sbarramento del fiume servì ad alimentare la centralina di Gallo Matese e poi la centrale idroelettrica di Capriati al Volturno. Questo secondo sbarramento diede vita al lago artificiale di Gallo Matese. 

Flora e fauna

Lungo le diramazioni della galleria inferiore si incontrano diverse specie animali molto particolari, ad esempio dei crostacei dal guscio bianco, senza occhi. Nelle acque sia del fiume che dei due laghi si trovano invece la trota fario, l’anguilla, la carpa comune, la regina, la carpa specchio, il persico reale, il barbo, la tinca, il vairone e da qualche tempo anche il luccio. Sono presenti inoltre, in particolar modo d’estate, numerosi uccelli acquatici come marzaiole, germani reali e folaghe.

Lete

La Bardana

Sulle sponde del fiume Lete sono crescono inoltre delle piante spontanee che i nostri avi utilizzavano come parte integrante dell’alimentazione e delle cure mediche. Ne è un esempio la Bardana, le cui foglie possono essere utilizzate per combattere acne, herpes, dermatiti, punture di insetti, forfora, pelle grassa e ustioni. Questa pianta è inoltre utile alle donzelle in lotta con la cellulite per le sue proprietà diuretiche. Lo è anche per i maschietti un po’ stempiati, perché contiene degli elementi utili a rinforzare i capelli. La Bardana può inoltre essere utilizzata contro diabete, colesterolo cattivo e pressione alta, naturalmente sotto stretto controllo medico.

L’acqua in bottiglia

Già nell’ottocento l’acqua del fiume veniva raccolta in otri di terracotta e trasportata su dei carri di legno. Col passare del tempo la raccolta e l’imbottigliamento delle acque hanno dato vita ad una vera e propria azienda. Quest’ultima è conosciuta oggi su tutto il territorio nazionale.

Mariarosaria Clemente

Autore: Mariarosaria Clemente

La mia passione è raccontare storie. Ho iniziato a scrivere da piccolissima, poco dopo è nato il mio amore per il cinema ed ho ricevuto la prima macchina fotografica. Parole e immagini, coltivo tutto ciò che mi aiuta a costruire mondi

Lete: perdere la memoria è facile come bere un bicchier d’acqua ultima modifica: 2017-10-11T17:49:42+00:00 da Mariarosaria Clemente

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