CURIOSITÀ

Comole di Castel Morrone: viaggio al centro della Terra

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Nel famoso romanzo di Jules Verne Viaggio al centro della Terra, il professor Otto Lidenbrock trova un vecchio manoscritto dove sono riportate le coordinate per raggiungere il centro della Terra. Insieme al nipote Axel e alla guida Hans Bjelke si reca così in Islanda, dove avrà inizio uno dei viaggi più assurdi mai immaginati.
Il racconto di Verne si sviluppa partendo da un vulcano islandese, ma nel mondo ci sono tanti luoghi che possono stimolare la fantasia umana. Uno di questi si trova a Caserta, per la precisione a Castel Morrone. Stiamo parlando delle Comole.

Le Comole di Castel Morrone

Sorvolando con il satellite di Google Maps i monti Tifatini è impossibile non notare quell’enorme cavità simile ad un pozzo senza fondo o alla bocca di un vulcano. Si tratta delle Comole di Castel Morrone, una delle tante (e sconosciute) meraviglie paesaggistiche del territorio. In verità dalle foto se ne nota solo una, ma le cavità sono due. La più piccola è coperta da una fitta vegetazione che la nasconde al resto del mondo. Ma cosa sono di preciso? Gran parte degli altopiani casertani sono caratterizzati dal carsismo, un fenomeno erosivo causato dagli agenti atmosferici. In parole povere la roccia di quelle zone soffre in maniera particolare l’azione di pioggia e vento. Il risultato sono dei cedimenti sotterranei che creano delle singolarità geologiche conosciute come doline carsiche. Nessuna colpa dell’uomo quindi, ma solo un mix di fattori determinati da Madre Natura.

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La dolina di Saris­ar­iñama Sink­holes – Venezuela

Come detto poc’anzi le Comole sono due e si differenziano per le loro dimensioni. Quella più piccola ha un diametro di circa 30 metri e una profondità di oltre 100 metri. Essendo coperta interamente da piante e arbusti, individuarla è molto difficile. Non solo dall’alto, ma anche passeggiando per quelle zone. Proprio per questo motivo gli escursionisti della zona devono prestare molta attenzione per non ritrovarsi di colpo sul ciglio della cavità.
La sorella maggiore è invece impossibile da non notare grazie alla sua circonferenza di oltre 800 metri. Questa è la dolina da crollo più grande d’Italia, nonché la più profonda grazie ai suoi 280 metri partendo dal punto più alto. Un vero e proprio ingresso per il centro della Terra.

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La Comola grande vista da un aereo

Un ecosistema unico

Ma a quando risale la formazione delle Comole? Di preciso non si sa, ma ci sono testimonianze della loro esistenza già in un documento del XVI secolo. Al loro interno hanno trovato dimora varie piante ed animali (tra cui molte volpi), formando un piccolo ecosistema. Tale tesoro floro-faunistico dal 1996 è sotto la tutela del Ministero dell’Ambiente e ogni anno vari ricercatori e speleologi studiano la zona. Nonostante però i vincoli e la protezione dello Stato, chiunque può visitare le Comole. Non è un percorso particolarmente impegnativo, ma si raccomanda sempre e comunque di affidarsi ad una guida. Se quella grande è accessibile quasi a tutti, la più piccola presenta infatti varie insidie. Oltre ad essere difficilmente individuabile, sviluppa delle pareti a strapiombo difficili da scalare. Gli unici in grado di farlo sono arrampicatori esperti muniti di un’attrezzatura adeguata.

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Comole di Castel Morrone: viaggio al centro della Terra ultima modifica: 2017-07-19T16:04:08+00:00 da Gabriele Roberti

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