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Monumento ai Caduti: l’omaggio di Caserta ai soldati della Grande Guerra

Monumento Ai Caduti

Caserta non è solo la Reggia e il periodo borbonico. L’ex provincia di Terra di Lavoro è infatti ricca di testimonianze che abbracciano epoche diverse e lontane. Dall’antica Roma all’Ottocento, passando per il Medioevo. Vi sono poi quei tesori, storicamente e artisticamente parlando, di cui ignoriamo le origini, li diamo per scontati, li guardiamo senza farci tante domande magari ogni giorno mentre andiamo al lavoro. Tra questi oggi vogliamo raccontarvi del Monumento ai Caduti, l’immenso arco di trionfo sito all’inizio (o alla fine) di Corso Ferdinando II, meglio conosciuto come Corso Trieste. Ma a quando risale questo gigante di pietra bianca?

Il tributo di sangue casertano durante la Grande Guerra

Durante il periodo fascista varie furono le opere realizzate volte a glorificare la – seppur breve – storia nazionale. Lungo tutta la penisola vennero così edificate piazze, archi e luoghi per omaggiare le imprese italiche ed accrescere il culto fascista. Anche la città di Caserta fu interessata dal fenomeno. Tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, infatti, si pensò di realizzare un monumento capace sia di rendere onore alle vittime della Grande Guerra, sia di mostrare ai cittadini la grandezza del partito fondato da Mussolini.

Monumento ai caduti - Piazza Monumento
Piazza IV novembre – Foto Gabriele Roberti

Un monumento del genere, analizzando il contributo casertano al Primo conflitto mondiale, non si può certo definire un azzardo o una forzatura. Tra il 1915 e il 1918 Caserta pagò infatti un tributo di sangue notevole sul campo da battaglia. La città all’epoca contava poco più di 35mila abitanti. Di questi circa la metà fu chiamata alle armi e quasi 6mila (il numero esatto è 5718) caddero sotto i colpi dei cannoni in quell’inferno chiamato trincea. Moltissime famiglie si videro così negare un ultimo abbraccio a migliaia di mariti, fidanzati, figli o semplici amici. Era quindi doveroso ricordare quei soldati che mai fecero ritorno.

Monumento ai Caduti: tra arte e storia

Il Monumento ai Caduti fu ultimato nel 1935 ed inaugurato all’inizio del 1936. Alla cerimonia presenziò il Principe di Piemonte, Umberto di Savoia, e altri personaggi di spicco della politica locale e nazionale.
L’intero arco è realizzato in marmo scandito ai lati da paraste e decorato, nella parte interna, con un motivo a cassettoni collocati in una griglia in bronzo. Alla base della struttura, sul lato destro, spicca un rilievo bronzeo che raffigura una torcia sullo sfondo di armi incrociate.

Ma la figura che più colpisce l’occhio dello spettatore è sicuramente quella collocata sulla sommità dell’arco. Si tratta di un gruppo scultoreo, di matrice ottocentesca, interamente in bronzo raffigurante una donna alata intenta a sorreggere un soldato ferito. D’effetto è lo scambio di sguardi tra le due figure, capace di trasmettere un senso di forza e di dolore per l’imminente destino del combattente. Autore di tale opera è Tomai Ennio, scultore originario dell’Aquila, ma cresciuto e formatosi a Napoli.

Monumento ai caduti - Statua Monumento
L’opera di Tomai Ennio – Foto Gabriele Roberti

Ad oggi il Monumento ai Caduti è uno dei simboli di Caserta, nonché luogo di ritrovo e aggregazione per giovani di tutte le età. Basti pensare che ogni anno, in occasione della maturità, centinaia di ragazzi si danno appuntamento sotto l’arco per trascorrere assieme la tanto famigerata notte prima degli esami. Forse per buon auspicio o più semplicemente per godersi un po’ di relax prima della tanto temuta prova.

Foto di copertina di Mariarosaria Clemente

Monumento ai Caduti: l’omaggio di Caserta ai soldati della Grande Guerra ultima modifica: 2020-03-17T11:30:35+01:00 da Gabriele Roberti
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