CASERTA NEI SECOLI

Alla scoperta dell’antico Borgo dei Formali

una delle vie del borgo dei formali di maddaloni

In più di un’occasione vi abbiamo raccontato la storia di luoghi dal fascino incredibile. Piccoli gioielli che rendono la nostra provincia un forziere capace di incantare chiunque. Molte di queste perle si trovano spesso in zone remote, poco accessibili, soprattutto per chi viene dalla città. Tuttavia il nostro territorio offre meraviglie con una storia secolare anche a due passi da casa, esentandoci dall’organizzazione di lunghe e faticose gite fuoriporta. È il caso dell’antico Borgo dei Formali di Maddaloni, conosciuto anche come Borgo della Pescara. Qui il tempo sembra essersi fermato.

Dal castello al Borgo dei Formali

La città di Maddaloni custodisce una storia millenaria. I tanti reperti rinvenuti nella zona risalgono all’Età del ferro, ma molti archeologi non escludono testimonianze ancor più remote. Citata dai romani, l’antica città di Calatia era uno dei tanti centri abitati sorti lungo la famosa via Appia. Vista la sua posizione è sempre stata ambita dai vari popoli che hanno attraversato queste terre, lasciando – in ogni occasione – tracce del loro passaggio. Tra queste c’è forse il simbolo della città: l’antico castello medievale, sito sulla collina che sovrasta il paese, a 170 metri s.l.m.

il castello che sovrasta maddaloni

Foto Mapio.net

Costruito dai normanni tra il X e l’XI secolo – ma, secondo alcune fonti, sui resti di una fortezza risalente al periodo romano – il castello ha in parte condizionato l’evolversi della città. Il nucleo urbano, infatti, si è sviluppato appena sotto di esso, sfruttando la protezione che il maniero poteva offrire ai cittadini. Nacquero così piccoli quartieri che si arrampicavano, letteralmente, sulla collina con una fitta rete di vicoli e stradine. Il Borgo dei Formali ne è un viva testimonianza, con le sue viuzze d’altri tempi percorribili solo a piedi.

Lo sviluppo di Maddaloni

A partire dal XIII secolo i maddalonesi iniziarono a costruire anche lontano dal castello e dalle sue mura, soprattutto per sfruttare il terreno fertile della pianura. L’aspetto urbanistico della città mutò quindi notevolmente, con il nucleo cittadino sostanzialmente suddiviso in due parti: quello vecchio dei Formali e la nuova zona dell’Oliveto. Nella seconda metà del Quattrocento, poi, un avvenimento spinse la popolazione ad allontanarsi quasi definitivamente dal castello. Stiamo parlando del violento incendio del 1460 che distrusse la fortezza ed il borgo sottostante. Incendio voluto da Ferrante D’Aragona, a causa della ribellione del feudatario Pietro da Mondrago. Da quell’anno parte della zona venne abbandonata, con la città che continuò a svilupparsi a valle.

Borgo antico dei formali

Una delle vie dell’antico Borgo dei Formali – Foto di Luigi Desiato

Origine del nome

Ma perché Borgo dei Formali? Il nome formale deriva dal latino e rimanda ai canali per lo scorrimento delle acque. Qui infatti passava un antico acquedotto che alimentava i vari quartieri ed il palazzo ducale. Un’opera, questa, sfruttata anche dal patrizio napoletano Cesare Carmignano nel 1628, impegnato nella realizzazione di un lunghissimo acquedotto per portare l’acqua dai monti del Taburno fino alla città di Napoli. Grazie ad un accordo con il duca di Maddaloni, Carmignano poté utilizzare il vecchio acquedotto maddalonese per il suo ambizioso progetto. A conferma di ciò c’è anche la variante con cui viene citato il borgo in alcuni documenti, ovvero borgo dei pisciarelli.
Poco lontano, alla fine del Seicento, il duca di Maddaloni Diomede Marzio Carafa fece inoltre costruire l’antico mulino ducale, per sfruttare la nuova rete idrica. Struttura oggi abbandonata, ma al centro di alcuni progetti per la riqualificazione del centro storico cittadino.

piazza matteotti di maddaloni

Piazza Matteotti: essa si trova esattamente tra i due borghi della città

Insomma, un borgo dalla lunga storia che si presenta come un piccolo gioiello nel cuore della città, capace di proiettarci indietro nel tempo e di regalare panorami mozzafiato, grazie alle sue suggestive stradine che si arrampicano, faticosamente, fino all’antico castello.

Per la foto di copertina si ringrazia Giovanna Parato

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Alla scoperta dell’antico Borgo dei Formali ultima modifica: 2018-05-10T11:36:15+00:00 da Gabriele Roberti

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