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Carlo Santagata: una piccola storia di Resistenza a Capua

Carlo Santagata - targa commemorativa
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Un occhio attento avrà notato sicuramente che sul tratto dell’Appia che va da Capua verso Santa Maria, protetto da un recinto, ci sia un albero. Iscritto all’albo regionale degli alberi monumentali, questo gelso alto circa otto metri fa parte della storia della nostra Resistenza. In particolar modo è legato alla vita del giovane partigiano Carlo Santagata, che presso di lui pose fine. In occasione della Giornata Mondiale della Memoria delle vittime della Shoa e del Nazifascismo vogliamo ricordare questa storia di coraggio e Resistenza, a futura memoria.

Carlo Santagata, giovane eroe

«A questo albero fu impiccato Carlo Santagata
Medaglia d’oro della Resistenza.
Giovane sedicenne pur reso edotto dal pericolo cui andava incontro
si impegnava da solo in azioni di guerriglia contro il nemico ripiegante
tra Santa Maria C. V. e Capua.
Catturato dal nemico, seviziato e impiccato
immolava la sua giovane esistenza con serenità e virile coraggio.
Luminoso esempio del tradizionale eroismo della gioventù italiana.
Santa Maria Capua Vetere – Capua 5 ottobre 1943»

Queste parole accompagnano la targa posta nel 1972 accanto al gelso, presumibilmente piantato lungo la Nazionale centocinquanta o duecento anni fa. L’aspetto di questa strada era differente: essa appariva come un lungo viale alberato senza case, con la presenza di qualche sporadica masseria verso l’interno. Tra questi vi era anche quello che sarà chiamato l’albero di Carlo Santagata. Un albero come tanti, fino al 5 ottobre 1943.

Carlo Santagata - L'abero in cui fu impiccato

Carlo Santagata nasce a Portici il 28 settembre 1927, nel 1936 segue i genitori a Santa Maria Capua Vetere, trasferitisi per lavoro. Abita in via Torre, oggi via Fratta. Qui completa gli studi elementari e, data la sua predisposizione allo studio, frequenta la scuola media. Chi lo ha conosciuto lo definirà un giovane intelligente e coraggioso di fronte alle avversità della vita, in un periodo di certo non facile. Iscritto al liceo scientifico di Napoli, con la Seconda guerra mondiale non poté frequentare le lezioni, continuando ugualmente a studiare come privatista. Avrà appena compiuto sedici anni quando la sua vita finirà per mano di alcuni soldati tedeschi.

Capua: un importante centro della Resistenza

Per quanto la Seconda Guerra Mondiale abbia mietuto vittime in tutta Italia, il clima che si respirava a Capua era molto pesante. Come molti altri centri della nostra provincia, Capua tra il 1940 e il 1945 dovette subire numerosi danni dovuti ad attacchi e bombardamenti. Nel clima di incertezza politica che precedette e seguì l’armistizio dell’8 settembre 1943 ci furono numerose azioni con gravi ripercussioni sulla cittadinanza. Uno su tutti quello del 9 settembre 1943: un bombardamento senza precedenti che distrusse i tre quarti delle abitazioni capuane e fece oltre mille morti.

Carlo Santagata - i bombardamenti di Capua

La vita era diventata davvero difficile: il cibo era razionato e la presenza delle truppe tedesche ancora sul nostro territorio seminava un terrore diffuso. Nonostante questo la popolazione cercava di reagire. A Capua si contavano almeno tre Comitati di Liberazione che, agendo in clandestinità, cercavano di contrastare l’occupazione straniera. Presso il Museo Campano, il Pirotecnico e a casa del professore Alberto Iannone, in prima linea con sua moglie Margherita Troili, infiltrata in gruppi fascisti.

Carlo Santagata, fermato e umiliato dalle truppe tedesche

In questo contesto di sofferenza e paura si comprende meglio perché un ragazzo di soli sedici anni abbia deciso di affrontare il nemico così eroicamente. La mattina del 5 ottobre 1943, venendo da Santa Maria C.V. il giovinetto fu fermato da una truppa tedesca al posto di bloccodel Pagliarello. Carlo Santagata fu perquisito e derubato del pane che avrebbe dovuto portare a casa e di tutti gli altri suoi oggetti personali. Tra questi alcune testimonianze ricordano esserci anche l’orologio regalatogli dal padre che per Carlo ricopriva un grande valore affettivo. In seguito a questo smacco, il giovane fuori di sé andò al vicino macello e prese un fucile e alcune bombe a mano che sapeva essere conservate lì.

foto di Carlo Santagata

Molti amici e conoscenti che si erano accorti di queste operazioni nei pressi di Piazza d’Armi, cercarono di dissuaderlo dall’agire. Ma Carlo Santagata, stufo di subire ingiustizie andò deciso incontro ai Tedeschi, nonostante fosse conscio che avrebbe potuto perdere la vita.
Li affrontò e solo dopo aver finito le munizioni fu catturato, processato velocemente sul posto, torturato e impiccato all’albero più vicino. Nonostante fosse morto, il suo corpo fu scempiato con scariche di mitragliette e lasciato all’albero come monito per la popolazione.

Carlo Santagata - veduta aerea di Capua

Il sacrificio di questo giovane e la liberazione di Capua

I cittadini capuani nonostante questo continuarono a contrastare i Tedeschi, giunti ormai allo stremo, con le truppe inglesi alle porte della città. L’azione di guerriglia cittadina, quindi, coordinata da un’azione militare spontanea, il giorno dopo, fece arrendere i Tedeschi. Gli Inglesi poterono entrare in città e, prendendo in consegna i soldati uccisi dai capuani, vennero a sapere anche delle circostanze della morte di Carlo Santagata. Anche grazie al suo sacrificio la città di Capua, come quella di Santa Maria, il giorno precedente venne liberata. Lo spettro del nazifascismo e della guerra, nonostante ci fossero numerose vittime e danni, era allontanato. Grazie anche al sacrificio di questo giovane coraggioso, insignito della medaglia d’oro al valore, il riconoscimento più importante dedicato a chi ha offerto la propria vita per la libertà.

Benedetta De Rosa

Autore: Benedetta De Rosa

Nata a Caserta e vissuta in provincia, i primi ricordi felici che ho sono nel Parco della Reggia, che mi ha insegnato l’amore per l’arte e la bellezza.
Appassionata di libri, musica e cinema, ho studiato archeologia per poi passare al “lato oscuro” della letteratura. Collaboro con varie testate giornalistiche ma non so ancora cosa farò da grande.
Anche se il sogno è quello di poter lavorare per Alberto Angela.

Carlo Santagata: una piccola storia di Resistenza a Capua ultima modifica: 2019-01-27T11:39:33+02:00 da Benedetta De Rosa

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