CASERTA NEI SECOLI

La prima contea normanna in Italia

Campanile normanno della Cattedrale di San Paolo ad Aversa - Giacomo Diego Diana

Tante sono le storie di luoghi, eventi e persone che si celano nel casertano, rendendo di fatto la nostra provincia un piccolo forziere colmo di racconti. Uno di questi è quello sulle origini della città di Aversa, che proprio in questi giorni si appresta a festeggiare il suo 996esimo compleanno. Un nobile traguardo per quella che fu la capitale normanna in Italia.

Storia della più grande città normanna in Italia

La storia di Aversa inizia ufficialmente nell’XI secolo d.C. durante la discesa normanna nel Mezzogiorno d’Italia. Nel 1022 il nordico Rainulfo Drengot si stabilì in un piccolo palazzo fortificato adiacente all’odierna Chiesa di Santa Maria a Piazza. Qui Rainulfo ed i suoi uomini realizzarono una piccola cinta di protezione all’insediamento con fossati e siepi, mentre all’interno costruirono diverse strutture militari e civili. Nel giro di pochi anni il sito divenne un punto di riferimento per tutti i normanni che giungevano nel Belpaese, rendendo necessari diversi interventi per ampliare la cinta muraria.

la chiesa di santa maria a piazza di Aversa

La facciata della Chiesa di Santa Maria a Piazza

Nel 1030 il duca di Napoli Sergio IV nominò Rainulfo conte di quel piccolo insediamento, titolo poi confermato – nel 1038 – dall’Imperatore Corrado II. Questo rese Aversa la prima, nonché principale, contea normanna in Italia. Da qui partirono le truppe impegnate nelle varie battaglie lungo il sud della penisola, mentre dodici conti normanni si susseguirono alla guida della città. Tra i più importanti merita sicura menzione Riccardo Drengot, capace di condurre alla vittoria le truppe aversane contro quelle pontificie, e imprigionare Papa Leone IX. Riccardo, tuttavia, non trattò il pontefice come un prigioniero qualunque, ma lo scortò a Roma assicurandogli il ritorno al Vaticano. Questo gesto convinse Leone IX a ritirare la scomunica e concedere il titolo di Diocesi alla città.

Intrighi a corte

Dopo i normanni fu la volta degli svevi ed angioini. Questi ultimi fecero di Aversa meta per la caccia ed eventi mondani. La città entrò nel cuore della regina Giovanna I, che la considerava una sua seconda casa quando non impegnata nella capitale.
Nell’aversano si consumò anche uno degli episodi più importanti del periodo, con l’uccisione del principe e futuro re Andrea d’Ungheria. Il tutto avvenne nel castello reale della città, con alcuni nobili napoletani – guidati da Carlo di Durazzo – che impiccarono l’erede al trono ad una finestra del maniero. Mandante di tale gesto, probabilmente, la moglie Giovanna che ambiva alla corona del regno. Il gesto scatenò il violento intervento del fratello di Andrea, Luigi d’Ungheria, che discese tutta la penisola con il suo esercito fino alle porte della città.

giovanna I di Aversa con Boccaccio mentre legge il Decamerone

Boccaccio legge il Decamerone alla Regina Giovanna di Napoli – Théodore Fourmois, 1849

Arrivato ad Aversa, invitò tutti i nobili coinvolti nell’assassinio del fratello ad un banchetto riconciliatore. Ma fu solo un pretesto per imprigionarli e processarli uno ad uno. Carlo di Durazzo, quella sera stessa, fu impiccato alla finestra in cui venne lasciato morire il principe Andrea. Giovanna I riuscì invece a fuggire ad Avignone e, alcuni anni dopo, essere incoronata regina del Regno di Napoli.

Il declino di Aversa

A seguito di un periodo florido e ricco di eventi significativi, l’importanza di Aversa calò vistosamente con l’arrivo degli aragonesi. Poco più di un secolo dopo, nel 1656, un’epidemia di peste decimò la popolazione, bloccando lo sviluppo della città. Con i Borbone la contea aversana ospitò più volte Carlo III e la moglie Maria Amalia di Sassonia, tuttavia non vi furono opere ed interventi di rilievo come avvenne invece per la vicina Caserta. Le uniche innovazioni riguardarono la fine del sistema feudale e la statalizzazione dei beni della Chiesa. Gioacchino Murat, infine, qui fondò il Convitto delle Orfanelle di Sant’Agostino ed istituì il Banco dei Pegni.

Nome di origine etrusca?

Ma perché Aversa? Uno dei dodici insediamenti etruschi (non ancora individuati) che caratterizzavano quelle campagne prima dei romani si chiamava Velsu. Negli anni tale parola si è poi corrotta in Verzelus, Versaro ed infine Averze. Quest’ultimo termine è individuabile nel nome del luogo in cui si insediò il normanno Rainulfo: Sancti Pauli ad Averze, la piccola cappella costruita in onore del santo patrono della città, Paolo. Con il susseguirsi delle varie civiltà, dei popoli e delle culture nella zona, quell’Averze si è poi tramutato nel nome odierno.

Aversa in un dipinto del 1650

Aversa nel 1650

Una lunga storia quindi, che rende Aversa uno dei luoghi più affascinanti di tutta la provincia. Percorrendo le sue strade non è infatti difficile imbattersi in opere di assoluto prestigio, con la sua gente particolarmente fiera delle origini della città. E proprio in merito alla sua fondazione da anni vi sono numerosi dibattiti sulle date e sui personaggi. Ma questa, cari lettori, è un’altra storia…

Per la foto di copertina si ringrazia Giacomo Diego Diana

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

La prima contea normanna in Italia ultima modifica: 2018-04-19T17:32:36+00:00 da Gabriele Roberti

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