CHIESE

La storia del Duomo di Aversa, tra eclettismo e bellezza senza tempo

La cupola del duomo di aversa

Nell’architettura campana, non sono certo rare le manifestazioni di eleganza e armonia che impreziosiscono ogni angolo delle più famose città della regione. Castelli e cattedrali rendono i percorsi dei turisti (e non) un’esperienza indimenticabile ed emozionante. Aversa è una fuoriclasse in questo senso, perché sono infinite le bellezze che custodisce, e che ha preservato nei secoli. In particolare, la storia che riguarda il famoso Duomo di Aversa è tanto controversa quanto interessante. Il tempo ha scalfito, ma non ha distrutto, il suo eclettico fascino.

La storia del Duomo di Aversa

Il Duomo di Aversa vanta una storia secolare e ricca di eventi. È stato eretto sull’antica cappella di Sanctum Paulum at Averse, infatti è conosciuto anche col nome di Cattedrale di San Paolo. Sorge al centro della piazza principale di Aversa, e il progetto della sua costruzione vide la luce nel lontano 1053, per mano dell’allora re Riccardo I. Fu completato solo molti anni dopo, nel 1090, ad opera di suo figlio, Giordano. Durante la sua lunga vita, il Duomo di Aversa incorse in molti rimaneggiamenti e modifiche, che ne hanno irrimediabilmente mutato l’aspetto oriundo. Le loggette cieche del tiburio della cupola centrale subirono cambiamenti nel XIII secolo, mentre le altre due cupole, associate allo stesso tiburio, crollarono (o furono abbattute). Ci furono dei seri danni alla struttura, e per questo motivo fu ricostruito l’altare maggiore, consacrato da Alessandro IV il 3 giugno 1255.

La facciata del Duomo

La facciata del Duomo

Tempo dopo, altri eventi nefasti sconvolsero la pace di questo ameno luogo: il terremoto del 1349, quelli del 1456, e dell’anno successivo. Quest’ultimo ebbe una portata devastante, infatti crollò l’antico campanile della cupola centrale. Altri terremoti danneggiarono la chiesa, ma il peggiore fu quello del 1494, che causò il cedimento di buona parte del campanile. Nella seconda metà del XIV secolo venne realizzato il fiore all’occhiello dell’intero progetto: una nuova cupola ottagonale, in sostituzione di quella ceduta a seguito del devastante evento sismico del 1349. Nel corso dell’Ottocento non si palesano molti interventi di restauro, salvo quelli afferenti al corpo presbiteriale, la cui decorazione ad affresco venne affidata al pittore Camillo Guerra. Agli inizi del Novecento venne condotta un’altra campagna di restauro, che condusse alla sistemazione del deambulatorio, con l’eliminazione delle aggiunte barocche.

L'interno del Duomo di Aversa

Foto di Archicons

Il Duomo di Aversa e la sua struttura

La facciata del Duomo di Aversa è in splendido stile barocco, grazie agli interventi operati nel Settecento. L’architetto romano Carlo Buratti si occupò dei lavori, per volere del vescovo e cardinale Innico Caracciolo. Le decorazioni in stucco sono opera di Sebastiano Porciani, famoso stuccatore da generazioni. L’alzato è scandito orizzontalmente in una parte inferiore ed in una superiore, mentre verticalmente si mostra diviso in tre parti da dieci lesene giganti di ordine corinzio. Una balaustra sovrasta il frontone, con un grande finestrone a tutto sesto, caratterizzato da una conchiglia, simbolo dei pellegrinaggi in Terra Santa. La peculiarità dell’edificio, però, è costituita dal campanile. Questo meraviglioso esempio architettonico fu iniziato nel 1474, e terminato nel 1493. Venne ideato dall’architetto Giovanni Pizuolo, e fu edificato per volontà del Vescovo Vassallo. La parte terminale riportava un’alta cuspide piramidale, che purtroppo cedette nel 1694.

veduta dal campanile del duomo

Foto di Archicons

Tipicamente normanno, è retto agli spigoli da gruppi di quattro colonne per angolo (forse di recupero), collegato alla chiesa da un ponte. L’interno consta del classico schema delle tre navate: la navata centrale è divisa da quelle laterali attraverso una serie di pilastri, che sorreggono archi a tutto sesto, decorati con coppie di lesene, sormontate da finti capitelli corinzi. Proprio all’inizio della navata si notano, ai due lati, due acquasantiere del XVII secolo, opere policrome di Francesco Maggi. Per quanto concerne le parti restanti, non si rimane indifferenti né al deambulatorio, né alla cupola ottagonale. Il deambulatorio è la parte più antica della struttura, rimasta intatta nel tempo. Dulcis in fundo, la splendida cupola. Si regge su otto spicchi, termina in alto con un baldacchino realizzato da quattro colonne tortili in marmo, e da una copertura metallica sormontata da una croce in ferro.

 

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

La storia del Duomo di Aversa, tra eclettismo e bellezza senza tempo ultima modifica: 2018-02-07T18:18:13+00:00 da Marcella Calascibetta

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