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San Gregorio Matese: tra storia, natura e vicoli decisamente stretti

San Gregorio Matese - Panorama San Gregorio

archivio fotografico guideslow.it

Caldo torrido, giornate infinite e quel bisogno di staccare, raffreddare i bollenti spiriti e magari affollare la mente con qualcosa di diverso rispetto alla solita routine. Uno scenario, questo, che si ripresenta puntualmente ogni anno con la bella stagione. Ma non sempre è possibile partire verso luoghi esotici, lontani migliaia di chilometri da casa. Fortunatamente, tuttavia, possiamo comunque ovviare con una serie infinita di luoghi tutti da scoprire e distanti poche ore di viaggio. Oggi facciamo tappa sul massiccio del Matese e in uno dei tanti borghi che ne scandiscono il versante casertano: San Gregorio Matese.

San Gregorio Matese: un tuffo nel passato

Usciti da Caiazzo, percorrendo la SS 158 della Valle del Volturno, dopo qualche decina di chilometri e un’infinita serie di campi ed aziende agricole, ci si innesta nella SP 331. Da qui comincia l’arrampicata sul massiccio del Matese, uno dei tanti giganti degli Appennini. Partendo da Piedimonte Matese il nostro viaggio vedrà il susseguirsi di borghi, comuni e minuscole frazioni che da secoli convivono con la montagna. Poco prima di entrare nel Molise, ecco spuntare uno dei comuni più piccoli e affascinanti del casertano: San Gregorio Matese. Con i suoi scarsi mille abitanti e gli 800 metri s.l.m., questa piccola perla è una delle mete – turisticamente parlando – più frequentate e ambite dell’Alto Casertano.

San Gregorio Matese - Lago Del Matese
Non lontano dal borgo spicca il lago del Matese

Qui il tempo sembra essersi fermato di non pochi decenni, con un centro abitato che si fonde felicemente con la natura incontaminata circostante. La struttura architettonica del borgo rimanda ad una piccola cascata che scivola giù, dolcemente, dalla montagna. Tutto è disposto infatti su più livelli e non è così difficile imbattersi in qualche scalino durante la visita. Nonostante la grandezza limitata del paesino, non mancano però le cose da vedere. Su tutte la Villa comunale ed il suo giardino botanico, voluto da Beniamino Caso. Si tratta di una delle riserve di alberi e fiori più antiche e complete del Matese. Le sue stradine si perdono tra la vegetazione, con il canto degli uccelli interrotto dal suono delle fontane che si snodano lungo il percorso.

Tra chiese e vicoletti

Tornando alla civiltà, interessanti risultano gli antichi palazzi nobiliari Del Giudice e Caso. Suggestiva anche la Chiesa della Piana del Lago con le pitture del maestro Vittorio Tirrito. La sua arte scandisce anche la più recente Chiesa di Santa Maria delle Grazie nuova, o semplicemente Chiesa Nuova, costruita negli anni Settanta. Ed è sempre una chiesa la protagonista della storia del nome di San Gregorio Matese. Secondo alcuni studiosi, infatti, il paese prende il nome da un’antica basilica benedettina – crollata nel Settecento – dedicata proprio a San Gregorio. Non lontano si ergono poi i resti dell’antica necropoli legata ai Sanniti.

Infine non può e non deve mancare un passaggio nel caratteristico Vico Stretto. Quanto stretto? Tanto, considerando che si tratta del terzo vicolo più stretto d’Italia. Con i suoi 45 centimetri si presenta come uno dei passaggi più stretti del Belpaese, superato solo dal vicolo Rejecelle a Termoli (Campobasso), largo solo 41 centimetri, e dal vicolo San Bartolomeo ad Andria, che ne misura poco più di 43. Insomma, meglio rimettersi in forma prima di avventurarsi al suo interno. Per tutti gli amanti della buona cucina e sprovvisti di taglie small, San Gregorio Matese si presenta comunque come una soluzione più che valida per una gita fuori porta.

Foto di copertina archivio fotografico guideslow.it

San Gregorio Matese: tra storia, natura e vicoli decisamente stretti ultima modifica: 2020-07-22T10:30:50+02:00 da Gabriele Roberti
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