CASERTA NEI SECOLI

Caiazzo: storia della città fondata da una ninfa

La storia di Caiazzo

Il nostro territorio offre una varietà incredibile di scenari: dal mare alle montagne, passando per le vaste pianure e rilievi collinari. Basta percorrere pochi chilometri ed il paesaggio cambia all’improvviso, con paesi, borghi e cittadine che – per le loro caratteristiche – sembrano non aver nulla in comune se non la sigla della loro provincia. E tra i luoghi più affascinanti e suggestivi del casertano, merita una pagina a parte la città di Caiazzo. Situata su una collinetta non distante dai Monti Trebulani, questo affascinante borgo cela una storia millenaria.

Una città nata a causa di un amore impossibile?

Percorrendo la lunga strada che da San Leucio si tuffa nella valle del Volturnolà dove sorge una delle famose piramidi campane – ci si imbatte in una serie infinita di ridenti borghi e paesini in cui il caos della grande città sembra essere un lontano ricordo. Un’immensa pianura che si inarca lentamente verso la catena dei Monti Trebulani. Qui uno degli ultimi grandi centri abitati prima di ritrovarsi tra le montagne è Caiazzo. Le sue origini sono molto remote, in un periodo compreso tra il IX e l’VIII secolo a.C. Ma chi ha fondato la città?

Storia Di Caiazzo

Foto by Paul De Gregorio

Secondo una leggenda locale fu la figlia del monte Tifata, la ninfa Calatia, rifugiatasi tra le colline per scappare dalle ire del padre. Il motivo? La sua storia d’amore con il dio Volturno, che non trovò mai l’approvazione del genitore. Questo almeno secondo la credenza popolare. Secondo la storia, invece, dietro la fondazione di Caiazzo vi sono gli Osci, anche se numerosi ritrovamenti testimoniano un passato addirittura preistorico.
Etruschi e Sanniti si susseguirono nel dominio della città, che fu poi saccheggiata dai Romani durante le guerre sannitiche. Entrata nella sfera dell’Impero, Caiatia (da non confondere con Calatia, l’odierna Maddaloni) visse un periodo particolarmente florido sia a livello culturale che architettonico. A testimoniarlo anche alcune lapidi onorarie rinvenute nelle immediate vicinanze della città che portano il nome della casata imperiale Giulia.

Una storia di popoli e casate nobiliari

Dopo la caduta dell’Impero Romano, la Penisola subì le cosiddette invasioni barbariche: vari popoli discesero lo Stivale, saccheggiando e depredando i territori una volta controllati da Roma. E tra questi anche Caiazzo, che in quegli anni – come molte altre città – ebbe difficoltà nell’espandersi e prosperare. Questo fino all’arrivo dei Longobardi nel X secolo che elevarono l’abitato a Contea, con il nobile Arialdo nominato primo conte caiatino. E fu proprio in quegli anni che venne edificato uno dei simboli della città: il castello.

veduta del castello di caiazzo

Foto by Comune di Caiazzo

La pace non durò a lungo a causa dei Normanni che si impossessarono dell’abitato nell’XI secolo. Rainulfo II, della dinastia Drengot, fu nominato signore di Alife e Caiazzo. Fu poi la volta degli Svevi, nel XIII secolo, con Federico II che decise di fondarvi una delle tre Corti dei Conti del Regno.
A guidare la città si susseguirono poi varie famiglie nobiliari tra cui i Sanseverino, una delle casate storiche più illustri di tutto il Paese. Altra famiglia molto importante per la storia locale furono i Corsi, di scena tra il 1615 e il 1838. Tra le innovazioni più rilevanti di quest’ultima, la modifica del titolo di conte in quello di Marchese di Caiazzo.

Il coraggio di Caiazzo

Con il Risorgimento Caiazzo, come gran parte di Caserta, fu teatro di violenti scontri tra le truppe napoletane e quelle guidate da Garibaldi. In particolare, il 21 settembre del 1860, cannoni e moschetti borbonici assediarono la città, conquistata qualche giorno prima dai Mille. La battaglia fu cruenta come poche, e vide la vittoria dei Borbone, che furono però costretti ad indietreggiare solo tre giorni dopo a causa dell’evolversi della guerra.

A Caiazzo si consumarono diverse battaglie del Risorgimento

Qui, inoltre, si consumarono numerosi episodi (alcuni molto violenti) di brigantaggio che richiesero l’intervento – in più di un’occasione – delle truppe italiane. Ma la pagina più buia della città è sicuramente quella che si consumò nell’autunno del 1943. La notte tra il 13 ed il 14 ottobre, infatti, i tedeschi trucidarono ventidue persone (la metà bambini) sospettate di aver aiutato gli anglo-americani. Un anno dopo un altro – triste – avvenimento: il bombardamento americano che causò la morte di diversi civili. Nonostante tutto, però, l’animo dei caiatini è sempre rimasto indomito, così come Caiazzo, città forte come l’amore proibito di quella giovane ninfa.

Foto di copertina Archivio fotografico Guideslow.it

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Caiazzo: storia della città fondata da una ninfa ultima modifica: 2018-06-21T18:08:46+00:00 da Gabriele Roberti

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